5 cose che abbiamo imparato sul Design Sprint

User experience

Negli ultimi mesi, abbiamo utilizzato la metodologia del Design Sprint per realizzare il nuovo sito del Festival della Scienza di Genova e per il progetto web della Scuola Universitaria Superiore IUSS di Pavia.

In entrambi i casi abbiamo ritenuto che il Design Sprint si adattasse bene al tipo di lavoro - riprogettazione del sito web esistente - e la conferma ci è arrivata anche dai clienti che hanno accolto con entusiasmo la nostra proposta.

#1

La prima cosa che abbiamo imparato è che il Design Sprint piace. E’ una proposta credibile: garantisce Google Venture e i numerosi esempi di utilizzo nel mondo. E’ una scelta poco rischiosa: al massimo si perdono 5 giorni di lavoro. E inoltre è una metodologia molto concreta: alla fine dello sprint si ottiene un risultato tangibile, un prototipo del sito/prodotto/servizio testato con gli utenti finali. body-post 4

#2

Per i nostri Sprint abbiamo rivisto la proposta originale che prevede 5 giorni di lavoro modulandola su 4 giornate. Questa scelta si è resa necessaria per l’impossibilità di coinvolgere il team di lavoro per tutte e cinque le giornate. La seconda cosa che abbiamo imparato è che 5 giornate di Sprint sarebbero state effettivamente molto utili. Lo Sprint ha funzionato bene anche su 4 giornate ma, se potete, non sacrificate giornate. body-post 1

#3

La partecipazione del team del cliente è stata alta: entusiasmo, passione, critica costruttiva, lavoro di squadra. Tutti i team con cui abbiamo lavorato hanno espresso la loro soddisfazione per la metodologia e soprattutto per aver avuto l’occasione di confrontarsi e lavorare insieme. La terza cosa che abbiamo imparato è che il Design Sprint è una splendida occasione per il cliente per parlare e discutere, riunendo attorno ad un tavolo persone che, pur essendo dipendenti della stessa azienda, spesso non hanno occasione di parlarsi/confrontarsi. La condivisione e il coinvolgimento danno risultati impagabili. body-post 5

#4

Per la realizzazione del prototipo, abbiamo scelto di lavorare con un buon grado di fedeltà grafica, non seguendo i consigli di Jake Knapp che consiglia di prototipare con software come Keynote o Power point. Il risultato finale è stato ottimo se rapportato al poco tempo a disposizione ma il prezzo da pagare alto in termini di sforzo. La quarta cosa che abbiamo imparato è che la scelta del tipo di prototipo da realizzare dipende dal tipo di progetto, dal contesto, dalle persone coinvolte. L'unico vincolo è il tempo a disposizione, per cui fate bene i vostri conti e pensate alla soluzione più efficace in relazione al tempo. crazy-8

#5

La giornata dei test con gli utenti è stata entusiasmante: mostrare il prototipo alle persone che potenzialmente potrebbero utilizzare il prodotto/servizio/sito che si è progettato è emozionante e permette di raccogliere una quantità di feedback utilissimi. La quinta cosa che abbiamo imparato è l’ennesima conferma che i test con gli utenti sono un elemento imprescindibile di qualsiasi progettazione incentrata sugli utenti. feedback

(6)

C’è una sesta cosa che abbiamo imparato facendo Design Sprint: ci vuole un fisico bestiale per condurre 4-5 giorni alla massima intensità. Alla fine della settimana servirebbe un weekend in una “SPA”, anche perché il Design Sprint è solo l’inizio, un bell’inizio, del processo di lavoro. La strada è ancora lunga...

Il Design Sprint è un processo di cinque giorni per rispondere a domande di business attraverso la progettazione, la prototipazione e la sperimentazione delle idee con i clienti. Il Design Sprint permette di:

  • • evolvere il tradizionale rapporto cliente-fornitore, dove solo “l’Esperto” con il cappello da Designer può dare risposte convincenti al cliente

  • • aiutare il cliente a perseguire realmente il successo del suo business

  • • ottenere in brevissimo tempo un prototipo ad altà fedeltà e metterlo alla prova con dei potenziali utilizzatori finali http://www.gv.com/sprint/

Moreschi
Riccardo Moreschi
Head of UX Design Unit