Si è da poco concluso il workshop di allineamento per il lancio del nuovo brand AriadneDigital che avverrà ufficialmente in aprile.

Senza spoilerare troppo… vediamo di cosa si tratta e da cosa nasce questo progetto.

AriadneDigital nasce dalla partnership tra società leader del mercato nei rispettivi ambiti di competenza: User Experience Design, Intranet Design & Management, Digital Strategy, Technology & Development, Project management.
Questo nuovo soggetto accompagna le aziende nel loro processo di Trasformazione Digitale con metodologie Human Centered Design, una grande esperienza nella gestione dei progetti e un Team di Top Player.

“La forza di AriadneDigital scaturisce dalla collaborazione tra aziende d’eccellenza, leader nei settori chiave del successo di un progetto digitale - spiega Marcello Ricotti, CEO di AriadneDigital – Abbiamo scelto di riunire sotto un unico brand quelle realtà che hanno fatto della estrema focalizzazione e dell’affidabilità la loro chiave di successo sul mercato. Unendo competenze Tecnologiche e di Design abbiamo creato un soggetto in grado di parlare lo stesso linguaggio del Business e dell’IT nelle aziende”.

AriadneDigital vedrà la luce tra poche settimane ma nel frattempo è stato fatto un workshop di allineamento che ha coinvolto i vertici delle società coinvolte, i Project Manager Tecnici e i Front End Developer.

Abbiamo fatto qualche domanda a Marco Re, Team Leader e Project Manager di Ariadne, e Riccardo Moreschi, Head of UX di Ariadne, che hanno curato l’organizzazione del workshop per approfondirne i contenuti.

Come è nata l'idea di fare un workshop su questo tema?

Marco: Ariadne Digital è una realtà formata da figure dalle attitudini e background molto diversi, come  antropologia, psicologia cognitiva, gestione di progetti tecnici, sviluppo, user research … solo per citarne alcuni.

Gli obiettivi erano:

  • creare una visione comune sul processo di lavoro
  • definire un piano di attività a breve e medio termine per rendere operativa tale visione

Una classica riunione (situazione 80/20 in cui l’esito del meeting è determinato per la maggior parte da pochi interlocutori) non era di certo lo strumento migliore. Un workshop facilitato era il modo più indicato per permettere ad ogni partecipante di dare un significativo contributo (situazione 100/100).

Come avete pensato di strutturarlo e perchè?

Riccardo: La sfida era complessa: riunire in una stessa stanza per 8 ore 18 persone con differenti background lavorativi, differenti ruoli aziendali e con dei fuzzy Goal, obiettivi dai contorni sfumati tipici del knowledge work.

Le tecniche e i metodi di Gamestorming ci hanno fornito gli strumenti giusti per il progetto.

Abbiamo diviso la giornata in momenti di gioco diversi immaginando per ognuno uno scenario e degli obiettivi e abbiamo pensato ai vari giochi lavorando sulla definizione delle varie fasi: apertura, esplorazione e chiusura.

Abbiamo poi lavorato sulle variabili: timing della giornata e ritmo, gli artefatti da utilizzare, il layout della sala, la tipologia di persone presenti e come gestirle per far emergere il meglio da ognuno di loro.

Alla fine abbiamo realizzato a 4 mani uno script che dettagliava tutto lo svolgimento della giornata.

Marco: Ogni passo aveva un micro-obiettivo ben specifico. Ad ogni step è stata affrontata una fase di “divergenza controllata”, dove le idee venivano messe a fattor comune, per poi passare alla fase di “convergenza” i cui venivano prese delle decisioni.

Le fasi sono state progettate per partire da una “consapevolezza individuale” fino ad arrivare ad una “consapevolezza comune” affrontando argomenti come:

  • aspetti valoriali
  • attività e competenze
  • retrospettiva sui progetti in corso e pregressi

Cosa è emerso?

Riccardo: Tutti hanno partecipato con entusiasmo e impegno e questo è stato il primo risultato importante.
Abbiamo permesso a tutti di conoscersi meglio attraverso la ricerca di soluzioni ai giochi proposti e alle interazioni che ne sono nate.

Inoltre abbiamo prodotto una vera e propria mappa del nostro processo di lavoro comprensivo di attori, deliverables, attività, difficoltà e soluzioni.

Dal punto di vista degli output abbiamo definito una to-do list puntuale con l'elenco delle attività, di chi se ne deve fare carico e con quali tempistiche.

Perchè pensate che questa metodologia possa aver dato valore aggiunto?

Marco: La meccanica del workshop, per come è stata impostata, permette di prendere decisioni concrete e condivise

Ogni decisione presa è una “decisione del gruppo” e non di una singola persona, fattore determinante per creare coinvolgimento.

Un altro aspetto da non trascurare è che è stata un’ottima occasione per “mettersi nei panni dell’altro” conoscendone le rispettive difficoltà quotidiane e modo di lavorare.

Quindi non ci resta che attendere il lancio ufficiale per conoscere tutti i dettagli del progetto AriadneDigital… stay tuned! 

Teresa Dallera
Teresa Dallera
Marketing & Communication Manager

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