Quante parole leggiamo ogni giorno interagendo con un sito web o un'app? Dietro ogni pulsante, messaggio di errore o call to action c'è un lavoro di progettazione chiamato UX Writing, che dimostra come anche ciò che leggiamo contribuisca in modo determinante alla User Experience.
L’UX writing, combinando principi psicologici e criteri di accessibilità, può aiutare non solo gli utenti a orientarsi, ma anche creare per loro esperienze più coinvolgenti e inclusive.
L'UX Writing, o scrittura per l'esperienza utente, è una metodologia che si occupa di progettare testi chiari e concisi per i prodotti e servizi digitali che utilizziamo quotidianamente, come siti web e app. Lo scopo? Guidare l'utente nella navigazione e nel completamento delle azioni, rendendo l'interazione più semplice e intuitiva possibile.
Questi brevi testi e funzionali, chiamati microcopy, si trovano per esempio in bottoni, form, messaggi di errore, schede di prodotto sugli e-commerce, tooltip, notifiche, ecc...
La scrittura dei microtesti arriva quasi in conclusione di un processo più complesso che si articola in più fasi:
Un microcopy ben progettato anticipa i dubbi, risolve i problemi e mantiene l’utente sulla buona strada, sempre con un tono di voce coerente e in linea con il brand.
Togliamoci subito questo dubbio: anche se possono sembrare simili, UX writing e Copywriting hanno obiettivi diversi. A volte queste competenze sono gestite da un’unica persona ma generalmente ci sono due ruoli ben distinti che lavorano con obiettivi diversi:
Immagina il copywriting come il cartellone pubblicitario di un negozio e lo UX writing come le indicazioni all’interno dello stesso negozio: entrambi sono importanti, ma hanno posizioni e scopi differenti nella customer journey.
I vantaggi nel curare questo aspetto della user experience sono diversi, come sottolinea Kinneret Yifrah, esperta UX writer, nel suo manuale “UX Microcopy”:
Per scrivere dei microcopy efficaci per i nostri obiettivi e per migliorare l’esperienza utente, possiamo seguire alcuni dei principi che sono alla base dell’UX writing:
Per creare dei microcopy efficaci, dobbiamo considerarli come delle vere e proprie micro-conversazioni, che ci aiutano a rendere più umana l’interazione con i prodotti digitali. Per farlo, dobbiamo studiare i pensieri e le emozioni degli utenti.
Cosa c'entrano le emozioni con la funzionalità? Per l’UX writing molto. Tutto ciò che proviamo, infatti, ci spinge a compiere (o non compiere) un’azione. Il ruolo dell’UX writer è quello di identificare le emozioni degli utenti per trovare le parole giuste in ogni situazione.
Uno degli strumenti più potenti che possiamo sfruttare a questo scopo è un tool che abbiamo tutti in dotazione da centinaia di migliaia di anni: il nostro cervello. O meglio, le “scorciatoie” che prende il nostro cervello per fare scelte in modo veloce e risparmiare energia.
Le nostre risorse mentali, infatti, sono limitate e il cervello le utilizza in modo selettivo per evitare che il carico cognitivo (lo sforzo che compie la nostra memoria mentre svolgiamo un’attività) diventi troppo elevato e ci impedisca di elaborare le informazioni.
Queste distorsioni cognitive, i cosiddetti bias, posso essere utilizzati per attirare l'attenzione delle persone e orientare le loro scelte. Vediamo alcuni dei principi psicologici teorizzati da Robert Cialdini (il testo di riferimento è "Le armi della persuasione" di R. Cialdini, ed. Giunti 2020) e come sfruttarli nei nostri microcopy:
Dal sito veralab.it
Dal sito veralab.it
Dal sito amazon.it
Da una delle e-mail che ricevono gli iscritti a Cambly, piattaforma per imparare l'inglese, dopo il completamento di ogni lezione.
Affinché queste scorciatoie funzionino però, il nostro pubblico deve poterle mettere in atto, e ciò non è sempre possibile a causa di come vengono pensati e realizzati i contenuti sul web. Ecco perché dobbiamo parlare di accessibilità.
"Un linguaggio accessibile è un linguaggio facile da leggere e da capire, per tutti". Serena Giust
Navigare online è un'attività complessa, che richiede a chiunque un grande sforzo nella percezione degli stimoli, nell’elaborazione delle informazioni e nella loro memorizzazione. La situazione si complica per chi ha una disabilità e non può disporre delle informazioni che condividiamo in modo canonico.
Quindi, come in ogni fase della progettazione dell’esperienza utente, anche nell'UX writing l'accessibilità deve essere una priorità. Per diversi motivi:
Un contenuto non accessibile, infatti, esclude persone con disabilità fisiche temporanee e permanenti che utilizzano tecnologie assistive, come gli screen reader, ma anche tutta un’altra serie di categorie: persone con disabilità intellettive, persone in età avanzata, persone non madrelingua, persone con disturbi specifici di apprendimento (ad esempio dislessia e disortografia) e persone con un basso livello di istruzione.
Come si distingue quindi un prodotto digitale accessibile? Scrive Valentina Di Michele in “Scrivi e lascia vivere”:
Un prodotto o servizio digitale sono definiti accessibili se i contenuti sono fruibili in modo autonomo e semplice da tutte le persone, da qualsiasi tipo di dispositivo: da chi ha problemi nel muoversi, nel vedere, nel sentire o nell’interpretare alcuni testi o ha difficoltà con mouse e tastiera.
Alcune delle pratiche per mantenere un alto livello di accessibilità dei contenuti includono l'aggiunta di testo alternativo per le immagini, l'utilizzo del plain language (linguaggio chiaro), l’impostazione chiara e strutturata dei testi, l’uso efficace dei contrasti visivi.
Lo UX Writing non è solo scrivere testi chiari e funzionali: è progettare esperienze che uniscono parole, emozioni e design in un equilibrio perfetto. Le parole che scegliamo, il tono che utilizziamo e la struttura dei nostri messaggi hanno un impatto profondo sulla percezione che gli utenti hanno del nostro prodotto o servizio. Possiamo ridurre la frustrazione, costruire fiducia e rendere un prodotto non solo accessibile, ma anche piacevole da usare.
Investire nell'UX Writing significa non solo migliorare l'usabilità, ma anche rafforzare il brand e fidelizzare i clienti. Perché alla fine, ciò che rende un prodotto davvero memorabile non è solo ciò che fa, ma come ci fa sentire mentre lo usiamo.